• Davide Gaeta

IDROAMBULANZA: il 118 che passa dal mare

Aggiornamento: 4 giorni fa

Oltre il soccorso tecnico, per mare si va anche, e soprattutto, per prestare soccorso sanitario. Mezzi nautici dotati di personale sanitario e relative dotazioni specifiche sono impiegati ad oggi in diversi tratti costieri, laghi e lagune della nostra Nazione.

La gestione della Sanità cambia tra le varie regioni italiane e pertanto anche questa tipologia di attività può variare tra una località e un'altra. Personalmente, da diversi anni nel periodo estivo presto servizio a bordo del gommone della Croce Rossa Italiana che copre la Costiera Amalfitana, pertanto, in questo articolo andrò a trattare il tema dell'idroambulanza prendendo come riferimento proprio questo tipo di servizio.

 

Mezzo nautico

In alcune realtà vengono impiegati mezzi cabinati, a volte anche con scafo rigido, predisposti più che altro per attività di trasporto. Tuttavia, il tipo di mezzo navale più adatto per l'emergenza territoriale resta senza dubbio il gommone: il ridotto pescaggio (parte dello scafo che rimane immersa nell'acqua) permette di navigare in acque poco profonde e anche di spiaggiare, mentre i tubolari permettono di effettuare abbordi sicuri e agevolare le operazioni di imbarco e sbarco.

Preferibilmente la propulsione è fornita da due motori, anziché uno solo, sia per poter effettuare manovre più precise in zone ristrette come porti e rade, ma anche per garantirne sempre almeno uno funzionante qualora l'altro dovesse andare in avaria.

Per quanto concerne la navigazione, oltre a tutte le dotazioni previste per la nautica da diporto, il mezzo deve essere dotato di sirena, lampeggianti, faro da ricerca e altro.

Rispetto alla componente sanitaria, il mezzo deve essere equipaggiato come una classica ambulanza medicalizzata: bombole di ossigeno, presidi per la gestione del trauma, zaino sanitario completo, defibrillatore, aspiratore, ventilatore polmonare, ecc.

Una cosa fondamentale che caratterizza il mezzo è un sistema di carico che permette di recuperare un paziente in acqua tramite toboga (barella basket), operazione agevolata da un sistema di tiro a vantaggio meccanico dotato di carrucole e freno.

Questa struttura, generalmente posta a poppa, va a configurare anche la postazione a bordo dove verrà gestito il paziente dal personale sanitario durante la navigazione.

 

Crew

L'equipaggio del mezzo nautico è formato da quattro figure altamente specializzate nel proprio ruolo, ognuna indispensabile per la riuscita del servizio.

  • Conduttore - In linea con quanto previsto dal codice della navigazione, questa figura assume il ruolo di Comandante dell'unità, assumendo piena responsabilità nei confronti dell'intero equipaggio per tutto ciò che concerne la navigazione, le disposizioni a bordo, le scelte tecniche-operative, l'imbarco e lo sbarco. Per coprire questo ruolo è pertanto necessario essere in possesso di abilitazione al comando di unità da diporto (patente nautica), integrata da specifica formazione sulla conduzione di mezzi navali da soccorso, oltre ad abilitazione al primo soccorso (BLSD) e notevole esperienza nel campo nautico, nell'emergenza e nella gestione del team. È inoltre fondamentale che il conduttore conosca alla perfezione il mezzo navale su cui opera e il tratto costiero dove è chiamato ad intervenire.

  • Medico - È il responsabile di tutta la parte sanitaria dell'intervento, in coordinamento con la Centrale Operativa (C.O.). La presenza di questa figura rende l'unità un mezzo di soccorso avanzato (MSA). Grazie alla presenza del Medico è possibile effettuare diagnosi del paziente, decidere per un trattamento farmacologico, erogare manovre di Advanced Life Support (ad esempio un'intubazione endotracheale). Per ricoprire questo ruolo è necessaria la Laurea in Medicina e Chirurgia e l'iscrizione all'albo, seguita da Specializzazione in ambito o attestato di idoneità all'esercizio dell'attività di emergenza sanitaria territoriale (ottenibile a seguito di specifico iter formativo).

  • Infermiere - Si può dire che è affidata a questa figura tutta la gestione della parte pratica dell'intervento sanitario. Tra i suoi compiti rientrano il check del materiale sanitario (zaino, presidi, farmaci), il trattamento del paziente comprensivo di alcune manovre invasive (ad esempio un accesso venoso), il pieno supporto al Medico nelle procedure di soccorso avanzato, la preparazione e la somministrazione dei farmaci indicati. Per coprire questo ruolo è necessaria la Laurea in Infermieristica, l'iscrizione al rispettivo albo e possedere un'adeguata preparazione al soccorso extra-ospedaliero.

  • Soccorritore - Le competenze e le mansioni di questa figura si distribuiscono su tre fronti: è un tecnico di bordo, quale in linea col Comandante si occupa di tutti gli aspetti pratici legati alla gestione del mezzo nautico e alla navigazione; è un soccorritore acquatico, unico membro dell'equipaggio addestrato, equipaggiato e abilitato all'ingresso in acqua, operazione che avviene sempre dietro decisione del Comandante dell'unità; è un soccorritore 118, quale una volta giunto dinanzi al paziente si trasforma in un supporto al personale sanitario, mettendo a disposizione competenze analoghe a quelle possedute dai soccorritori delle normali ambulanze di terra.

Le mansioni di ogni singolo membro sono estremamente specifiche e per questo è importante che la squadra sia affiatata più che mai. In linea di massima si potrebbe dire che metà squadra si occupa della parte tecnica e l'altra metà della parte sanitaria, ma in realtà il successo lo si raggiunge nel momento in cui tutti collaborano e si supportano a vicenda, nel rispetto dei ruoli e delle competenze di tutti; se vissute con passione, queste sono occasioni per poter imparare tanto l'uno dall'altro, tornando a casa con un bagaglio sempre più arricchito.

 

Attivazione

Generalmente un'ambulanza medicalizzata, a differenza di quella provvista soltanto di personale volontario, viene attivata in via principale per emergenze gravi (codici rossi e in alcuni casi codici gialli).

Per comprendere bene come funziona tutto l'iter dall'inizio alla chiusura dell'intervento procedo a trascrivere sinteticamente, in ordine cronologico, ciò che avviene.

  • A seguito di un incidente, qualcuno dei presenti allerta il 118 (divenuto ormai Numero di emergenza unico europeo 112), trasmettendo alla Centrale Operativa (C.O.) tutte le info utili richieste sulla persona coinvolta, sul luogo e sull'unità nautica qualora l'incidente fosse accaduto a bordo (coordinate, tipo di unità, dimensioni e colore dello scafo, nome e matricola, Stato di bandiera).

  • La C.O., appurato che si tratta di un soccorso sanitario da prestare lungo la costa o presso un'imbarcazione, e pertanto gestibile efficacemente con mezzo nautico, attiva l'idroambulanza trasmettendo all'equipaggio tutte le informazioni ricevute.

  • L'equipaggio lascia la sede, indossa i dispositivi di protezione individuali (casco e giubbotto di salvataggio) e se necessario il Soccorritore acquatico provvede alla vestizione completa (muta, guanti, calzari, ecc).

  • Mollati gli ormeggi e messa a conoscenza anche la Capitaneria di Porto dell'intervento in corso, si naviga verso il target. Giunti sul posto, vengono in primis poste in atto le manovre di messa in sicurezza del mezzo nautico e soltanto all'autorizzazione del Comandante si procede con lo sbarco del personale sanitario. Anche l'ingresso in acqua del Soccorritore, laddove necessario, è disposto soltanto dietro autorizzazione del Comandante dell'unità.

  • Vengono effettuate sul posto le diagnosi, viene stabilizzato il paziente ed erogati tutti i trattamenti sanitari necessari, tenendo aggiornata la C.O. e compilando la scheda di intervento.

  • Nel momento in cui viene reputato necessario ospedalizzare il paziente, viene concordato tra C.O., Medico e Comandante il punto dove poter consegnare il paziente ad un'ambulanza di terra, generalmente il porto più vicino.

  • A quel punto il paziente viene imbarcato e nella maggior parte dei casi posizionato in barella, per poi procedere ad una navigazione cui velocità di crociera sarà impostata in base alle condizioni meteo-marine e al tipo di emergenza sanitaria (ad esempio nel caso di un paziente politraumatizzato sarà necessario navigare piano, evitando urti e sbandamenti).

  • All'arrivo in porto viene ormeggiato il mezzo nella maniera più sicura e il paziente viene trasferito sui presidi dell'ambulanza di terra, quale procederà poi al trasferimento verso l'ospedale indicato dalla C.O.

  • Il mezzo nautico procede infine al rientro alla base: viene risistemato l'equipaggiamento tecnico e ripristinate le dotazioni sanitarie, viene compilata e archiviata la scheda di intervento e viene data conferma alla C.O. del fatto che l'unità è nuovamente operativa.

È bene ricordare che, come riportato nel Piano SAR Marittimo Nazionale, anche la Capitaneria di Porto, a seguito di una chiamata al 1530 o altro tipo di distress call, può disporre, laddove reputato necessario, l'attivazione di mezzi privati o di altri enti, come nel caso dell'idroambulanza.

Di prassi nei periodi dell'anno o nei posti in cui non è attivo il servizio idroambulanza, i soccorsi che richiedono un intervento sanitario in mare (come nel caso in cui è necessario stabilizzare un paziente vittima di un incidente o un malore a bordo) vengono effettuati col personale sanitario dell'ambulanza attivata che viene imbarcato al momento su un mezzo navale della Guardia Costiera.



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