• Davide Gaeta

Il piano SAR MARITTIMO Nazionale

Aggiornato il: 17 dic 2020


Con la Convenzione di Amburgo del 1979 nasce un sistema di ricerca e soccorso in mare organizzato. Avendola ratificata nel 1989, l'Italia ne ha dato attuazione attraverso il Piano SAR Nazionale con cui si è uniformata agli altri Paesi aderenti, andando a standardizzare l'organizzazione, i ruoli e le procedure operative coinvolti nel Search And Rescue.

L'edizione definitiva del Piano Nazionale per la Ricerca ed il Salvataggio in Mare fu firmata il 25 Novembre 1996 dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ed è suddivisa in 8 capitoli, dai quali ho estratto alcune informazioni che possono essere utili nel bagaglio di chi opera nel campo del soccorso acquatico.

1 - GENERALITÀ

In Italia ad essere investito per legge delle funzioni SAR in mare (soccorso d'ufficio) è il Corpo delle capitanerie di porto, il quale, pur essendo uno dei corpi specialistici della Marina Militare italiana, svolge compiti relativi agli usi civili del mare con funzioni amministrativo-burocratiche, di polizia giudiziaria e di guardia costiera.


In linea con gli standard dettati dalla Convenzione di Amburgo, sul territorio nazionale sono presenti, in via gerarchica:

  • I.M.R.C.C. (Italian Maritime Rescue Coordination Center): centro nazionale per il soccorso in mare, ossia il Comando Generale del Corpo delle Capitaneria di Porto, con sede a Roma

  • M.R.S.C. (Maritime Rescue Sub Center): centri secondari di soccorso in mare che corrispondono alle 15 direzioni marittime

  • U.C.G. (Unità Costiera di Guardia): ogni Comando di Porto

Il Piano è strutturato in due parti: la prima redatta dall'IMRCC e la seconda redatta dagli MRSC. In aggiunta ogni unità locale integra il piano includendo l'elenco delle proprie risorse a disposizione.


Le metodologie tecnico-operative del piano sono raccolte nel Manuale IAMSAR (Manuale di Ricerca e Soccorso Aero-Marittimo).

2 - AUTORITÀ COORDINATRICI E SITUAZIONI OPERATIVE

Le operazioni di soccorso, per quanto e fino a quando possibile, devono essere condotte al più basso livello di organizzazione S.A.R.

Quindi, in base alla gravità, si possono identificare tre situazioni operative:

  1. Coordina UCG

  2. Coordina MRSC

  3. Coordina MRCC

Un'emergenza che coinvolge oltre 30 naufraghi viene denominata evento grandi numeri (ad esempio il sinistro di una nave passeggeri).

3 - FASI DI EMERGENZA

L'eventualità di un sinistro marittimo può configurare tre fasi di emergenza:

  1. INCERFA (incertezza): si apre un'inchiesta per stabilire lo stato di sicurezza di un'unità di cui non si hanno notizie, cercando di acquisire informazioni e testimonianze

  2. ALERFA (allarme): si estende l'inchiesta e vengono preallertati i mezzi e i servizi SAR

  3. DETERSFA (pericolo): scatta l'esecuzione delle operazioni di ricerca e soccorso in mare

4 - COORDINAMENTO DI ZONA

In tutte le situazioni operative viene designato un O.S.C. (On Scene Commander), ossia un Comandante sul posto designato a coordinare tutti i mezzi partecipanti alle operazioni. In assenza di un Corpo dello Stato sul posto, questa funzione potrebbe essere affidata al Comandante di una nave mercantile, assumendo il ruolo di C.S.S. (Coordinator Surface Search).

5 - COMPITI DEGLI ALTRI ORGANI/AUTORITA'

Oltre che con mezzi specializzati, il soccorso può essere realizzato anche col supporto di mezzi concorrenti in dotazione ad altri Corpi dello Stato, enti pubblici e privati, come previsto dal Codice della Navigazione.

Si può richiedere inoltre una collaborazione volontaria anche da parte di unità aero-navali straniere presenti nella zona delle operazioni.


L'organizzazione SAR si avvale delle stazioni radio costiere per il servizio di ascolto continuo ai fini della salvaguardia della vita umana in mare e del traffico di soccorso.

6 - COMUNICAZIONI

Tutte le informazioni relative ad operazioni SAR devono essere chiare, concise, precise, pertinenti, propriamente indirizzate

I segnali devono essere ripetuti per tre volte e possono essere di:

  • soccorso (in grafia SOS, in fonia MAYDAY)

  • urgenza (in grafia TTT, in fonia PAN)

  • sicurezza (in grafia XXX, in fonia SECURITE')

Chiunque riceva un segnale di soccorso è obbligato a rilanciarlo (in grafia DDD SOS, in fonia MAYDAY RELAY)

7 - RAPPORTI CON GLI ORGANI DI INFORMAZIONE

Le informazioni devono essere trasmesse esclusivamente dalla figura preposta, con chiarezza e realismo, con taglio professionale ma depurate da dati troppo tecnici.

Inoltre è necessario evitare di azzardare valutazioni non supportate dai dati o dai fatti.

8 - ESERCITAZIONI

Il fine cui devono tendere le esercitazioni è quello di mettere alla prova con il massimo realismo l'Organizzazione stessa, per verificare in particolare l'attenuazione delle procedure di soccorso, la tempestività degli interventi e l'andamento delle telecomunicazioni. Dovrà, quindi, essere evitato che le esercitazioni non corrispondino a tale finalità propositiva, rimanendo fini a se stesse.

Fonti: https://www.guardiacostiera.gov.it/normativa-e-documentazione/ricerca-e-soccorso

Piano SAR Marittimo Nazionale

http://www.salute.gov.it/portale/temi/documenti/usmaf/formazione2015/Organizzazione_SAR_nazionale.pdf

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