• Davide Gaeta

CRAMPI IN ACQUA: cosa fare?

Chiariamo una cosa fin da subito: I CRAMPI NON SONO LA CAUSA DEGLI ANNEGAMENTI.

Molti istruttori usano lo scenario del crampo per simulare salvataggi eroici di pericolanti prossimi alla morte; addirittura negli anni sono state inventate tecniche specifiche per trasportare una persona con crampi. Tuttavia, se prendiamo le casistiche delle morti in acqua, la causa "crampi" non è annoverata.

In ogni caso, subire un crampo in acqua significa vivere un momento di disagio, ed è una circostanza che può richiedere assistenza. Come per tutte le cose, la consapevolezza è la chiave per poter gestire qualsiasi evenienza, in maniera controllata.

Che cos'è un crampo?

Il crampo è una forte contrazione involontaria di un muscolo.

Viene percepito come un dolore improvviso e molto acuto. Può coinvolgere diversi distretti muscolari, ma in genere colpisce il piede, la coscia o il polpaccio.


Perché avvengono?

Possono essere legati o meno all'esercizio fisico (vedi ad esempio i crampi notturni).

Nel primo caso, gli studi si focalizzano su due possibili cause

- Disidratazione e perdita annessa di sali minerali

- Alterato controllo neuromuscolare, dovuto ad una scorretta coordinazione della muscolatura agonista ed antagonista coinvolta nell'azione che stiamo svolgendo, in questo caso la nuotata. Anche l'affaticamento contribuisce ad una carenza coordinativa.


Come si possono prevenire?

Sotto il Sole estivo, le perdite idrosaline sono dietro l'angolo.

Idratati in maniera adeguata, ed oltre all'acqua non trascurare anche la reintegrazione di sali minerali (sodio, potassio, magnesio, ecc) attraverso la dieta o l'integrazione.


Per quanto riguarda il secondo aspetto, potresti seguire un percorso di scuola-nuoto per imparare a nuotare bene, seguito da un buon istruttore, al fine di migliorare la coordinazione della nuotata. Allo stesso tempo è bene tenersi allenati, con lo scopo di riuscire a protrarre nel tempo la qualità tecnica acquisita.


Quando avviene un crampo, come si risolve?

Prima si interviene, prima si risolve. La soluzione sta nell'andare a stretchare (quindi allungare) il muscolo coinvolto.

Quindi se colpisce la parte anteriore della coscia, devi afferrare il collo del piede e portare il tallone verso i glutei. Al contrario, se colpisce la parte posteriore, devi distendere la coscia. Se invece, come consueto, dovesse colpire il polpaccio, devi afferrare la punta del piede e tirarla a te, distendendo la gamba.

Anche massaggiare la zona colpita può contribuire ad alleviare il dolore.


Cosa posso fare se mi succede in acqua?

Le manovre da fare sono le stesse già descritte; occhio che in questo caso tocca prendere prima un buon respiro poiché nelle posizioni che assumerai è facile finire con le vie aeree sotto la superficie dell'acqua. Le capacità di apneista tornano utili anche in questa occasione!

Appena possibile nuota verso riva utilizzando principalmente gli arti superiori (ad esempio a dorso) e non esitare a chiedere aiuto per rendere più sicuro il rientro.

Una volta a secco ripeti le stesse manovre di stretching di prima, per qualche minuto.

Infine voglio lasciarti alcuni consigli che reputo importanti per la sicurezza acquatica:

  1. Evita di nuotare da solo, scegli un buddy che ti accompagni nell'attività in acqua. Sarete a vicenda una sicurezza, l'uno per l'altro, e vi divertirete di più.

  2. Se nuoti lontano dalla battigia, porta con te una dotazione galleggiante (esistono diversi modelli di boe trainabili per nuoto in acque libere) oppure indossa un dispositivo auto-gonfiabile come Flotter o Restube.

  3. Scegli di nuotare preferibilmente su tratti antistanti spiagge dove è presente un servizio di sorveglianza. I bagnanti non ti notano, ma non sfuggi allo sguardo di un buon lifeguard!


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