• Davide Gaeta

Rischi in acqua con PRECIPITAZIONI E FULMINI

Aggiornamento: nov 12

Nel mio percorso operativo mi sono trovato diverse volte in mare sotto la pioggia e in qualche episodio perfino sotto la grandine. Nella maggior parte dei casi si è trattato di sessioni addestrative, e in queste occasioni è emersa sempre la classica frase "acqua è sotto, acqua è sopra, inutile fare distinzioni". Ecco, sulla base del non discriminare le varie forme in cui si può presentare il nostro liquido preferito, con questo articolo vado a descrivere le difficoltà e i rischi che condizioni meteo avverse possono apportare alle attività in acque libere.

Cosa sono le precipitazioni

Ricapitolo alcune cosa già viste in questo articolo: le nubi si formano quando un pacchetto d'aria in ascesa condensa per via della sua umidità. Sostanzialmente si formano delle goccioline che vanno a creare in quota le nubi, al suolo la foschia (campo visivo compreso tra 1 e 10 km) o la nebbia (visibilità inferiore al chilometro).


Tuttavia, con determinate dimensioni queste gocce possono vincere la forza gravitazionale, cadendo verso il suolo e andando a formare le precipitazioni.


Queste si hanno quando il peso delle gocce di umidità, nate quindi per condensa del vapore acqueo, supera la forza delle correnti ascensionali originate dal moto convettivo dell'aria calda che risale dal suolo riscaldato dai raggi solari.

Si parla di:

  • pioviggine quando il raggio delle gocce è inferiore a 0,1mm;

  • pioggia quando il raggio raggio delle gocce supera 0,5mm.

Tra gli altri fenomeni conosciamo la:

  • neve, dove temperature inferiori allo 0°C formano cristalli di ghiaccio;

  • grandine, dove forti correnti ascensionali fondono più pezzi di ghiaccio.

Il pluviometro è lo strumento utilizzato per misurare la quantità di pioggia caduta. Esso fa parte della dotazione di strumenti principali di una comune stazione meteorologica, e l'unità di misura è il millimetro, inteso come litro per metro quadro di superficie, cosa che ci permette di identificare l'altezza pluviometrica.


Il dato può essere usato per valutare l’entità di un fenomeno temporalesco e per stimare gli effetti che avrà sul territorio, sulla base dei quali, ad esempio, diramare un'allerta meteo.

Cosa sono i fulmini

Durante un temporale, le correnti di aria ascendenti e discendenti provocano la separazione di cariche elettriche all'interno della cella temporalesca. Da qui possono nascere scariche elettriche di migliaia di ampere, appunto il fenomeno del fulmine (detto anche saetta o folgore).


Il tuono è la conseguenza dell'onda d'urto provocata dal riscaldamento dell'aria attorno alla scarica elettrica. Il suono viaggia a circa circa 343 m/s, molto più lentamente della luce, per questo motivo sentiamo il boato in ritardo rispetto all'avvistamento del lampo.

Contando i secondi che passano tra i due eventi si può quindi calcolare la distanza che ci separa dai fulmini (indicativamente 3 secondi per ogni chilometro).

Rischi in ambienti acquatici

Per parlare dei potenziali rischi di questi fenomeni riporto integralmente le parole di un articolo tratto dal portale acquabenecomune che a mio parere è molto preciso ed esaustivo:


"Il fulmine è attirato dall’acqua, in quanto essa rappresenta quello che in gergo si dice essere un buon conduttore di energia. Questo significa che in caso di temporale è sconsigliato essere in mare, in un lago o in un fiume. Molti sostengono che non vi sia differenza di pericolosità tra le tre opzioni, in realtà dobbiamo dire che le cose non stanno proprio così. Infatti, rispetto al mare è più pericoloso se siamo all’interno o in prossimità di un lago o di un fiume, in quanto l’acqua del mare per via del sale che contiene presenta una resistenza elettrica minore, a differenza di quella dell’acqua dolce che risulta invece più conducibile rispetto quella che abbiamo all’interno del corpo umano.

Una delle cose che è importante sapere in caso di temporale e di fulmini, è di non restare in acqua a fare il bagno, in quanto la scarica elettrica di un fulmine che colpisce l’acqua è pari a milioni di volt. Per comprendere meglio quanto potenti possano essere i fulmini, si pensi che per l’uomo sarebbe già pericolosa una scarica da 220 volt.


Una delle domande che spesso vengono fatte agli esperti sui rischi in merito ai fulmini, è quanto essi possano essere pericolosi se ci si trova in mare o su una barca. Qui il problema è legato al fatto che un fulmine raramente colpisce una barca o una nave, e questa quasi certezza fa sì che non si presti la dovuta attenzione, sottovalutando la possibilità che questo fenomeno possa ugualmente verificarsi. Il risvolto negativo della faccenda è che nessuna imbarcazione viene dotata di sistema parafulmine che consenta di scaricare l’accumulo di energia nell’acqua. Nel caso in cui dovesse accadere un evento del genere è probabile che possano esserci gravi danni tanto al natante quanto alla salute di chi si trova sopra."






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