• Davide Gaeta

OFFSHORE WIND: i pericoli del vento da terra

Aggiornamento: 12 nov 2021

Sarà capitato a tutti in spiaggia di vedere, prima o poi, un ombrellone "volare" o un materassino perdersi a largo. Questi eventi sono causati dalle raffiche di vento da terra, ossia masse di aria che dalla spiaggia si dirigono verso il largo.

In genere l'offshore wind si presenta freddo (provenendo dall'entroterra) e a raffiche, alternando momenti di pausa a scariche intense.

È una condizione subdola perché sottocosta il mare è calmo e sulla spiaggia il vento non sembra eccessivo, ma entrando in acqua basterà avanzare pochi metri per sentirne crescere l'intensità. Questo succede perché man mano che ci si allontana dalla costa aumenta il fetch, l'area di superficie marina su cui spira il vento.


Basta poco per lasciarsi sorprendere e trovarsi in difficoltà. Recentemente è divenuto virale il video di una bambina, aggrappata al suo unicorno gonfiabile, soccorsa da un traghetto al largo della Grecia.

Come riconoscere il vento da terra:

  • le bandiere restano afflosciate sul pennone durante le pause e all'improvviso si direzionano vigorosamente verso il mare all'innalzarsi della raffica;

  • il mare sottocosta generalmente si presenta limpido, con delle increspature sulla superficie, mentre andando verso il largo aumenterà l'intensità incrementando progressivamente il moto ondoso;

Cosa NON FARE in presenza di vento da terra:

  • portare in acqua giocattoli gonfiabili (materassini, braccioli, ecc);

  • inseguire il pallone che sta andando verso il largo;

  • fare sport acquatici senza aver raggiunto un alto livello di preparazione, in particolare attività di vela;

  • navigare con pedalò, SUP, ecc

  • tenere aperti gli ombrelloni

In Italia in alcune località è previsto issare la bandiera gialla per segnalare vento forte, mentre all'estero in alcuni Paesi è possibile vedere gonfiarsi le maniche a vento con scritto "No inflatables", ad indicare i divieti sopra elencanti.


Cosa fare quando vedi qualcuno su un gonfiabile che non riesce a tornare a riva?

Se la persona sapesse nuotare e non fosse distante dalla battigia gli basterebbe abbandonare il gonfiabile e tornare a nuoto visto che lo scarroccio risulta poco influente su una persona immersa. Ma purtroppo non sempre è così.


È anche vero che finché il pericolante resta col gonfiabile il rischio di annegare è basso e soprattutto diventa un target più visibile per una ricerca. Ma il gonfiabile può sempre bucarsi o col tempo allontanarsi troppo dalla costa.


Quindi una volta identificata una situazione pericolosa:

  • Avvisa chi è adibito al soccorso o l'autorità marittima e non cimentarti di istinto in acqua;

  • Entrando in acqua per effettuare un salvataggio devi considerare che anche le dotazioni che impiegherai saranno soggette allo scarroccio del vento;

  • Una volta raggiunto il target, nel rientro, non andare contro vento bensì "crea un angolo" puntando un'altra direzione, anche a costo di arrivare in spiaggia su un tratto distante da quello in cui sei partito!

Infine è bene precisare che il vento da terra può conciliare anche con condizioni di mare formato, durante la fase di scaduta di una mareggiata (che dura in genere una giornata dal cessare del vento che l'ha originata).

Questa condizione si riconosce facilmente perché il vento nebulizza la cresta delle onde.

In questo caso bisogna avere ulteriormente gli occhi aperti, poiché ai pericoli del vento da terra si sommano quelle del mare formato: si tratta di una delle condizioni migliori per surfare, oppure per annegare.


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