• Davide Gaeta

NEURONI E ORMONI durante la sorveglianza e il salvataggio


Ho sempre attribuito all'assetto mentale, o mindset, una parte predominante durante i miei corsi di formazione sul salvataggio in acqua.

Prima di trattare prettamente l'aspetto psicologico della questione è necessario fare una introduzione sotto il profilo anatomico e fisiologico, con lo scopo di gettare le basi per poter poi arrivare al nocciolo del discorso.

 

Sistema Nervoso

Nel nostro corpo sono presenti quattro tipologie di tessuti, uno dei quali è il tessuto nervoso. Quest'ultimo è formato da cellule le cui principali sono i neuroni.

Il neurone è una cellula strutturata in una parte che riceve l'informazione (dendriti), un corpo che la elabora (soma) e un prolungamento che la trasmette (assone).

Il transito dell'informazione avviene attraverso un "passaggio di corrente" capace di cambiare il voltaggio lungo la cellula. I neuroni possono poi trasmettere l'informazione tra di loro attraverso un sistema di comunicazione detto sinapsi, sistema che nel corpo umano è generalmente di tipo chimico e basato sull'impiego di neurotrasmettitori (dopamina, serotonina, acetilcolina, glutammato, GABA, istamina, ecc).


Contrariamente a quanto si possa pensare, i neuroni non sono soltanto correlati al concetto di intelligenza comunemente inteso e soprattutto non sono presenti solo all'interno del cervello: i loro prolungamenti si distribuiscono in tutto il corpo attraverso i nervi, fibre nervose avvolte da una guaina.


Sulla base di ciò il Sistema Nervoso si divide in:

  • Sistema Nervoso Centrale (SNC), costituito dall'encefalo posto all'interno della scatola cranica e dal midollo spinale;

  • Sistema Nervoso Periferico (SNP), costituito dalle innervazioni che si diramano in tutto il corpo.

Quest'ultimo si divide a sua volta in Sistema Nervoso Somatico (volontario), quello che sotto il controllo della nostra volontà ci permette di contrarre la muscolatura del corpo, e Sistema Nervoso Autonomo (involontario), deputato alla gestione di tutte quelle funzioni che non sono sotto il nostro controllo, come la digestione, la circolazione sanguigna e tutte le varie funzioni fisiologiche dell'organismo. Questo a sua volta è suddiviso in due grosse branche:

  • Sistema Nervoso Parasimpatico, basato su uno stato di quiete (rest and digest) dove l'organismo si predispone in maniera rilassata all'ordinaria gestione delle sue funzioni fisiologiche, in un contesto di riposo e rilassamento;

  • Sistema Nervoso Simpatico, basato su uno stato di attivazione (fight or flight) necessario nel momento in cui bisogna rispondere immediatamente ad uno stimolo, predisponendo fisiologicamente l'organismo a fornire una risposta tempestiva a quella esigenza.

Entrando nel mondo del lifeguard è facile intuire che durante le diverse ore di sorveglianza in piscina o sorveglianza in mare il Sistema Nervoso prevalente è quello Parasimpatico.

In questa condizione ordinaria il cuore batte ad una frequenza minima, il sangue affluisce regolarmente in tutto il corpo, la respirazione è naturale e l'organismo si mantiene su bassi livelli di consumi energetici e cognitivi.


Tuttavia, allo scattare di un'emergenza è come se si attivasse un interruttore che sposta il Sistema Nervoso verso il lato Simpatico. In questo momento il cuore batte forte, il sangue si focalizza verso i tessuti muscolari, la respirazione cambia, aumenta la sudorazione, si innalza la soglia di attenzione: sostanzialmente la macchina umana si predispone a contrastare una situazione di pericolo.


Per questo motivo sono del parere che nel percorso di addestramento di un lifeguard ha poco senso allenarsi sempre in condizioni tranquille. È corretto stare in un ambiente confortevole mentre si apprendono nuovi gesti tecnici, ma quando si simula un'emergenza è necessario operare in condizioni non confortevoli, portando l'organismo a lavorare con le reali sensazioni che dal punto di vista neuronale si troverà a vivere durante una vera azione di soccorso.


Come va di moda dire, è necessario addestrarsi al di fuori della propria area di comfort, poiché quella è la reale sensazione che si vivrà durante l'emergenza vera.

 

Sistema Endocrino

Nel nostro organismo sono presenti diverse ghiandole capaci di secernere dei messaggeri chimici detti ormoni, quali utilizzano la circolazione sanguigna per raggiungere le cellule target dove attivare la loro azione. Si tratta di sostanze biologiche che influenzano le cellule-bersaglio capaci di recepirli, provocando una determinata risposta funzionale.

I principali assi del sistema endocrino partono da due importanti strutture in intimo contatto presenti nell'encefalo:

  • l'ipotalamo, deputato all'omeostasi, ossia alla capacità di regolare le funzioni fisiologiche dell'organismo affinché i parametri vengano mantenuti all'interno di un preciso range (temperatura, pH, parametri vitali, ecc)

  • l'ipofisi, fondamentale ghiandola che secerne ormoni che andranno ad influenzare altre importanti ghiandole presenti nel nostro organismo, come tiroide, gonadi, mammelle, fegato e ghiandole surrenali.

È proprio su queste ultime che mi voglio soffermare. Il surrene è una ghiandola posta al di sopra di entrambi i nostri reni, come se fosse un cappello.

La parte più interna di questa ghiandola, detta midollare, è adibita al rilascio delle catecolammine, ossia adrenalina e noradrenalina, ormoni sfruttati per le reazioni di attivazione già descritte nella sezione dedicata al Sistema Nervoso Simpatico: incremento della gittata cardiaca, variazione della pressione arteriosa, aumento della vigilanza e delle funzionalità metaboliche, spostamento del sangue verso il fegato e verso il sistema muscolo-scheletrico, con lo scopo di poter eseguire a pieno regime le azioni urgentemente richieste.

La parte più esterna del surrene, detta corticale, è divisa in tre strati; quello intermedio è deputato al rilascio del cortisolo, noto come "ormone dello stress".


Ma cos'è lo stress? Termine entrato nel parlato comune, può essere inteso sotto il profilo psicologico o sotto quello fisiologico, tenendo conto che i due aspetti sono strettamente correlati, poiché con una visione olistica dell'organismo è ormai chiaro che la psicologia influenza la fisiologia, e viceversa.


Dal punto di vista fisiologico lo stress può essere rappresentato proprio dai livelli di cortisolo. Questo ormone steroideo in natura ha il compito di essere rilasciato soltanto in alcuni momenti, ad esempio in quei casi straordinari in cui è necessario affrontare una momentanea situazione di rischio.

Nella società moderna lo stress è diventato patologico poiché le persone, per diversi motivi di carattere sociale, tendono ad avere questo meccanismo fisiologico sempre attivo.

A tal proposito si parla di:

  • eustress, quando questo sistema naturale agisce positivamente nella giusta misura;

  • distress, quando un'inadeguata attivazione di questo sistema inficia negativamente sulla psiche e sull'organismo.

Infatti, durante un'azione di salvataggio, il contesto emergenziale porta a una condizione stressante che in alcuni soccorritori va a incrementare positivamente la prestazione facendo uscire il meglio delle proprie potenzialità, in altri casi invece interferisce negativamente portando l'operatore alle volte addirittura a far danni, scappare o bloccarsi (le famose 3F: fight, flight, freeze).


Secondo diversi testi, tra cui il libro The RescueSwimmer Mindset, sulla psicologia è basato l'80% del risultato di un soccorso, mentre soltanto il restante 20% è destinato alle capacità tecniche e atletiche.

L'ideale sarebbe lavorare sulla propria psicologia affinché durante un intervento di soccorso si raggiunga il cosiddetto arousal, ossia il giusto livello di attivazione, poiché lo stress è in realtà un nostro amico: se non ci fosse condurremmo un soccorso con troppo disinteresse e quindi in maniera inefficace, ma allo stesso tempo una mancata gestione dello stress può creare problemi anche ai tecnici più preparati.


0 commenti

Post recenti

Mostra tutti