• Davide Gaeta

RIP CURRENT: le correnti di ritorno

Aggiornamento: ott 7

A qualcuno è capitato di fare il bagno col mare formato (neanche troppo) e di trovarsi poi in acqua, a pochi metri dalla battigia, e non riuscire a tornare in spiaggia.

Sembra di essere su un tapis roulant, e questa situazione purtroppo conduce alla maggior parte degli interventi dei lifeguard, oltre che alla principale causa di annegamento legata alla balneazione.

Il motivo fluidodinamico si chiama rip current (corrente di ritorno), flusso di acqua direzionato verso il largo che raggiunge la sua massima potenza proprio in prossimità della battigia. È un fenomeno che tutt'oggi viene studiato, e la sua prima descrizione risale soltanto al 1941 (F. P. Shepard).


Di cosa si tratta?

L'acqua che frange sulla battigia, in base alla direzione del moto ondoso può scorrere lungo la costa per poi rientrare verso il largo in determinati punti formando dei canali, non più larghi di qualche decina di metri. Essendo tanta l'acqua che per compensazione "deve tornare verso il mare aperto", ne consegue una velocità che può superare anche i 9 km/h.

Dove si formano?

Generalmente nei bacini antistanti spiagge sabbiose, con un declivio non troppo piatto nè troppo ripido. Fenomeni simili sono presenti anche in zone circoscritte da scogliere, naturali o artificiali.

Come si possono riconoscere?

Osservando il mare dalla battigia, un occhio attento è capace di riconoscerle in quanto:

- i frangenti sono "intaccati", come se la linea di schiuma fosse interrotta in quel tratto;

- la superficie è ondulata e suggerisce uno spostamento di acqua in direzione diversa;

- osservando il profilo della spiaggia, in corrispondenza si forma una cuspide;

- l'acqua appare più scura avendo scavato un canale più profondo;

- l'acqua è più calma e meno schiumosa, cosa che purtroppo attrae i bagnanti inconsapevoli del pericolo.

Una volta dentro, come fare ad uscirne?

L'indicazione che viene comunemente data è di non nuotare dritto verso riva, trovandoti probabilmente controcorrente, bensì di nuotare parallelamente alla battigia, anche a costo di finire più a largo: dopo qualche metro ti troverai su una sandbar (zona di secca), dove i frangenti spingono verso terra e il fondale è più basso; sarà quindi più facile rientrare.

La teoria è questa, ed è giusta, ma bisogna precisare che nella realtà non è così semplice e trovarsi lì dentro significa essere immersi in una "lavatrice" e mantenere la lucidità, per chi non è abituato a stare nelle onde, diventa difficile, soprattutto per chi sta vivendo per la prima volta un'esperienza di rientro impedito.

Sono correnti attive anche quando il mare è calmo? No.

Se non c'è acqua che arriva sulla battigia (uprush) non c'è neanche acqua che rientra (backwash).


Sono lo stesso punti pericolosi a mare calmo? Si!

Per quanto non ci possa essere corrente, il canale scavato dalla stessa rimane e quel tratto di maggiore profondità costituisce rischio per i non-nuotatori, quali possono raggiungere quei punti nuoticchiando alla meglio (a cagnolino per esempio), per poi mettersi in verticale e non trovano piede; non possedendo quindi la capacità di spostarsi orizzontalmente per quei pochi metri necessari, il rischio reale è quello di annegare silenziosamente in acqua piatta. Inoltre il dislivello spesso non è graduale, bensì improvviso, possibilmente a brevissima distanza da qualcuno che sta tranquillamente le ginocchia fuori dall'acqua.



Approfondimenti:

http://www.gnrac.it/rivista/Numero28/Articolo_12.pdf


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