• Davide Gaeta

La nuotata HEAD-HIGH

Aggiornamento: 7 dic 2020

Nuotare per andare a recuperare un pericolante non è la stessa cosa di nuotare per vincere un gara in piscina. La principale necessità sarà quella di avere un contatto diretto col target; sul fondo non ci sarà una linea blu a direzionare verso di lui.

Per questo motivo viene scelto come nuotata di avvicinamento il crawl, stile veloce, ma riadattato nella forma Head-High (Head On o Front Crawl o Tarzan Stroke), tenendo il capo fuori dall'acqua e lo sguardo rivolto avanti.

Per quanto in piscina, durante i corsi di salvamento, sia facile sentire l'istruttore gridare "guarda avanti! guarda avanti" c'è da fare alcune precisioni in merito all'applicazione di questa tecnica su uno scenario reale.


In un intervento che parte dalla battigia, soprattutto in condizione di mare formato:

- nella prima parte dell'avvicinamento, il declivio del fondale alterna acqua bassa e bassissima cosa che rende impossibile l'uniformità della nuotata;

- al passaggio del frangente è difficile e insensato mantenere il volto dritto avanti, quindi ci saranno dei momenti in cui lo sguardo sarà inevitabilmente orientato altrove;

- anche nel momento in cui il soccorritore si trova nel cavo dell'onda, lo sguardo avanti non garantisce ugualmente il contatto visivo col target.

Dal punto di vista tecnico, rispetto al crawl sportivo, c'è da aggiungere che per l'Head-High:

- è necessaria una forte battuta di gambe per compensare l'assetto negativo causato dall'innalzamento del capo;

- la bracciata è corta, grezza e possente come quella di un pallanuotista, infatti allungarla comporterebbe un rollio inadatto all'esigenza;

- la posizione che assume il corpo non è ergonomica, infatti è una nuotata utile, non finalizzata al wellness.


Rispetto al lifeguard che lavora con poche dotazioni, il soccorritore acquatico tecnico è avvantaggiato in questa nuotata da:

- muta e PFD che conferiscono una maggiore galleggiabilità;

- pinne che compensano anche con pochi movimenti l'assetto;

- maschera che garantisce lo sguardo fisso avanti anche durante l'impatto con i frangenti;

- snorkel che permette di mantenere la testa più bassa, con le vie aeree immerse, lasciando soltanto gli occhi sopra la superficie, migliorando l'assetto e rendendo la nuotata più confortevole.

La head-high stroke è uno dei fondamenti nel bagaglio del soccorritore acquatico, è giusto apprenderla ed allenarla, tuttavia con l'intelligenza di saperla poi riadattare al contesto reale, che non sempre è l'acqua piatta, fonda e limpida di una piscina



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