• Davide Gaeta

Consigli tecnici per fare UNA VASCA IN APNEA

Aggiornato il: set 9

Per un apneista equivale a una richiesta banalissima, per un buon nuotatore è una prova fattibile ma non scontata, per tanti si tratta di un'impresa difficile o realizzabile solo con grandissimo sforzo.

La "vasca in apnea" è un prova spesso richiesta nei corsi attinenti il salvataggio in acqua, eppure spesso gli istruttori, non provenendo dal mondo dell'apnea, trasmettono ai discenti consigli fuori luogo e poco funzionali.

In questo articolo vi trascrivo alcune delle indicazioni con le quali ho portato tantissimi allievi a chiudere serenamente 25 metri in apnea, partendo da livelli in cui non riuscivano a fare neanche mezza vasca.

Se volessimo inquadrare la prova in una disciplina sportiva staremmo parlando della DNF (Dynamic No Fins), "dinamica" perché si svolge orizzontalmente in piscina e non verticalmente in mare, "no fins" perché non è previsto il supporto di pinne o monopinna.

In questa disciplina ognuno potrebbe scegliere il suo stile di nuoto subacqueo, tuttavia per economia ed efficacia tutti convergono verso la rana subacquea.

PREMESSA

La prima cosa che una persona, in difficoltà con questa prova, pensa di dover migliorare è sicuramente la respirazione pre-immersione e il relax mentale durante la performance. Sono due punti importanti, sì, ma per chi ha già delle basi tecniche e soprattutto non per una distanza così breve. La prima domanda da porsi non è "ho respirato bene?" oppure "sono rilassato?" bensì: "sto nuotando correttamente?"

Puoi aver ventilato in maniera impeccabile e raggiunto uno stato di serenità mentale da far invidia ad un maestro zen, tuttavia i vantaggi di queste due componenti svaniscono non appena ti immergi in acqua in maniera scorretta, goffa e poco fluida.


Dare consigli su come respirare, rilassarsi, liberare la mente a qualcuno che non sa come effettuare una capovolta e una nuotata subacquea corretta sarebbe come spiegare la guida del camion a qualcuno che ancora non ha preso la patente per l'auto (oppure spiegare come fare un muscle up a qualcuno che non sa fare due trazioni alla sbarra).


Il primo passaggio da conoscere ed automatizzare è la tecnica, quale una volta acquisita diventa esaustiva per una distanza breve come 25 metri. Il resto viene dopo!!

PARTENZA

Sono tre le opzioni che potrebbero essere richieste:


1) Partenza dalla superficie: sarà necessario imparare una corretta capovolta a raccolta, tecnica diversa dalla capovolta a squadra che si effettua quando si indossano le pinne.

  • Distenditi sulla superficie dell'acqua, in posizione prona.

  • Nel momento in cui decidi di immergerti, piega le ginocchia e poi slancia le gambe verso l'alto, fuori dall'acqua, ed il tronco in basso, come se volessi fare una verticale.

  • La testa, in linea con il busto, porterà il tuo sguardo non avanti, non verso il fondo bensì dietro di te.

  • Sarà stesso il peso del tuo corpo a farti immergere e NON dovrai in alcun modo utilizzare le braccia per aiutarti a raggiungere il fondo.

  • Le braccia serviranno soltanto per dare il via alla prima bracciata della nuotata!

2) Partenza con spinta dalla parete: dovrai sfruttare al massimo l'abbrivio che una buona spinta dalla parete può regalare. Con la sola spinta puoi già percorrere i primi 5-7 metri!

  • Posizionati eretto con la parete dietro le tue spalle.

  • Nel momento in cui decidi di partire, abbassati richiamando le gambe.

  • Porta le braccia distese parallele al fondo della piscina, alla profondità che vorrai tenere durante la nuotata.

  • Tieni la streamline position (testa incastonata tra le braccia distese) e nel frattempo spingiti energicamente con le piante dei piedi in appoggio alla parete.


3) Partenza con tuffo: se sai tuffarti, questa sarà la partenza più vantaggiosa in quanto un buon tuffo permette di raggiungere perfino metà vasca.

  • Segui un percorso per imparare la grab start, una delle due tecniche di partenza del nuoto e sfrutta al massimo l'abbrivio del tuffo!

NUOTATA

La tecnica di nuotata subacquea che devi adoperare è la rana a due tempi.


Quindi un prerequisito sarà quello di aver già assimilato la rana di superficie, soprattutto la gambata, per poi modificarla in questa nuotata che ha una coordinazione totalmente diversa rispetto a quella di superficie, e che potremmo suddividere in quattro passaggi:

  1. Dopo la spinta dal muro, sfrutta tutto lo scivolamento possibile.

  2. Quando l'abbrivio sta per terminare, tieni ferme le gambe ed effettua una bracciata portando le braccia da distese in avanti a distese lungo il corpo.

  3. Sfrutta questo secondo scivolamento (motivo per cui si dice "a due tempi").

  4. Quando l'abbrivio sta per terminare, inizia a richiamare le braccia riportandole in streamline position (distese in avanti), richiama anche le gambe e dai un'energica gambata-rana.

E così il ciclo riparte.

In tutta la nuotata la testa deve essere in linea con il corpo, quindi lo sguardo rivolto verso il fondo, non verso la fine della vasca!

RIEMERSIONE

Gli ultimi metri, quelli teoricamente più difficili, non devi nuotarli più velocemente come d'istinto verrebbe!..e soprattutto l'ossigeno che inizia a diminuire non è un pretesto per scoordinare la tecnica della nuotata!


Non sollevare la testa per vedere quanto manca. Segui con lo sguardo la linea blu sul fondo, la T ti indicherà la fine, e stai tranquillo che arriva!


Una volta toccata la parete e riemerse le vie aeree, anziché espirare tutta l'aria come verrebbe di fare, effettua una piccola inspirazione per reintrodurre un po' di ossigeno nei tessuti, poi espira e inizia a respirare in maniera quanto più naturale possibile.

Ehii ho detto respirare, non parlare! Prenditi qualche secondo per respirare bene e riprenderti dalla prestazione, i commenti possono aspettare un minuto.

Per protocollo di sicurezza, dopo qualche secondo, scambia il segno di ok 👌 con l'istruttore o l'assistente che ti ha seguito durante tutta la prova. Safety first!!

Se hai fatto tutto quello che è scritto in questo articolo, seguito da un buon istruttore, una volta giunto dall'altra parte della vasca avrai il desiderio di fare una virata e continuare la tua nuotata subacquea. In quel caso, si accede ad un percorso più ampio dove il consiglio è naturalmente quello di seguire un corso di apnea.





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