• Davide Gaeta

Come COMUNICARE CON LE RADIO nel servizio salvataggio

Aggiornamento: 5 giorni fa

Sempre più spesso, anche nel mondo del salvamento, le comunicazioni tra colleghi limitrofi avvengono attraverso radiocomunicazione. Purtroppo in pochissime occasioni ho potuto notare un utilizzo corretto della radio, strumento che invece può agevolare in maniera notevole il passaggio di informazioni, e quindi il lavoro, dei lifeguard in servizio.

Non bisogna per forza arrivare a parlare di VHF Marino per poter collegare il mondo delle radio al mare. Guardando in piccolo, per quanto riguarda la sorveglianza balneare, molti staff di stabilimenti adottano le PMR (Personal Mobile Radio), i cosiddetti walkie-talkie. Queste ultime infatti sono acquistabili ovunque, poco adatte ad attività professionale per via della portata limitata, ma utilizzabili senza licenza in quanto i canali preimpostati lavorano su una banda di libera fruizione (446Mhz).


Lasciando da parte la teoria dell'elettrotecnica del mondo radio, mi preme dare due dritte sull'utilizzo pratico di questi dispositivi.

Una radio non è un cellulare!

Tendenzialmente gli apparati radio comunicano in modalità simplex, ossia in trasmissione monodirezionale: nelle comunicazioni non possono parlare contemporaneamente più mittenti, altrimenti il canale si blocca e il messaggio non perviene.


Soltanto una persona dovrà tenere premuto il pulsante PTT (Push To Talk) per parlare, mentre tutti i restanti dovranno restare in ascolto, e attendere "il proprio turno" per poter rispondere.


Ogni messaggio termina infatti con la parola "Passo" (o "Cambio"), lasciando spazio alla risposta dell'altro. In molti modelli di radio, al rilascio del PTT si sente un breve suono detto roger beep che aiuta a evidenziare la fine del messaggio.

Con "Ricevuto" si indica che si è ascoltato il messaggio, a volte sostituito dal folkloristico "Roger".

Soltanto colui che ha aperto la conversazione può concluderla, terminando con la parola "Chiudo".

Regole pratiche per trasmettere un messaggio

  1. Premere e tenere premuto il PTT

  2. Attendere un secondo

  3. Comunicare il messaggio

  4. Attendere un secondo

  5. Rilasciare il PTT

Quel piccolo intervallo in silenzio, ma col pulsante premuto, inserito prima e dopo il messaggio serve a fare in modo che non saltino la prima e l'ultima parola, cosa che purtroppo avviene molto frequentemente.

Il linguaggio radio

Il gergo radioamatoriale è molto vasto, alle volte quasi stravagante, ma alcune cose bisogna saperle:

  • "Vieni avanti!" vuol dire "Puoi parlare"

  • "Copiare" vuol dire "Capire il messaggio"

(quindi "non ti ho copiato" vuol dire "non ho compreso il messaggio")

  • "Affermativo" significa "Si"

  • "Negativo" significa "No"

  • "Interrogativo", posto a fine di una frase, indica una domanda

Lettere e numeri

Per i nominativi e per lo spelling il codice internazionale utilizzato è il celebre alfabeto telefonetico sviluppato dall'ICAO (Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile), spesso impropriamente chiamato "alfabeto NATO".

Per quanto riguarda i numeri, questi devono essere sempre divisi in cifre.

Quindi, ad esempio, 854 sarà "Otto - Cinque - Quattro", e non ottocentocinquantaquattro.

Regole per avviare una comunicazione

Per poter essere certo che il destinatario sia in grado di recepire quello che vogliamo trasmettere la prima cosa è chiamarlo e avere conferma che sia in ascolto.

La formula è "Chiamato da Chiamante", ossia il nominativo dell'unità che voglio contattare (ripetuto volendo anche più volte), seguito dal mio nominativo.


Immaginiamo che io sia ALFA, e il mio interlocutore sia BRAVO, la conversazione inizierà così:

"BRAVO, BRAVO da ALFA", e la risposta ad esempio sarà "Qui BRAVO in ascolto" oppure "Vieni avanti ALFA!"

Qualità del segnale

La qualità dell'audio può essere influenzata da diversi fattori (distanza, posizione, disturbi, tipo di apparecchio, ecc). Un po' come si fa per le recensioni, per dare all'interlocutore un riscontro sulla qualità della recezione si usa una scala da 1 a 5, chiamata codice SINPO (o SINFO).


Sulla base di intensità del segnale, interferenze, rumori, perdite, si fornisce un giudizio complessivo:

  • 1/5 Insufficiente

  • 2/5 Cattivo

  • 3/5 Discreto

  • 4/5 Buono

  • 5/5 Ottimo

Come parlare via radio

È bene ricordare che quando si parla via radio possono ascoltare altri utenti attivi sul canale, ma soprattutto ascoltano le persone presenti vicino a tutti i colleghi che sono in ascolto.

Quindi è doveroso utilizzare un linguaggio formalmente corretto, e che rispetti la privacy degli utenti coinvolti nella conversazione.

Per quanto riguarda l'efficacia tutti i messaggi devono essere chiari, concisi, precisi, pertinenti, propriamente indirizzati.

Il consiglio è quello di ponderare per intero il messaggio completo, prima di premere il PTT e trasmetterlo: questo permetterà di evitare imbarazzi, farfugli e pause inopportune.

Oltre alle potenzialità dello strumento, sentir comunicare bene via radio trasmette un grande senso di professionalità alle persone che ci ascoltano, e fornisce un'immagine positiva del soccorritore.

L'importante è non lasciarsi andare alla comunicazione "istintiva", bensì impegnarsi a comunicare in maniera corretta, mettendo da parte gli strafalcioni che spesso purtroppo tocca sentire.

All'inizio può sembrare macchinoso, ma con un po' di impegno e di pratica diventa abitudine allinearsi ad un impiego e ad un linguaggio corretto.

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