• Davide Gaeta

Il MEDITERRANEO è più sicuro dell'oceano?

Aggiornamento: 8 ore fa

Operando come istruttore di salvamento principalmente in Italia, e in qualche Paese limitrofo come Malta, mi è toccato spesso sentirmi dire: "Eh vabbè, ma hai visto quelli in Australia? Quelli lì si che son salvataggi, con quelle onde..l'oceano è tutta un'altra cosa!".

Purtroppo molti sono convinti che il Mar Mediterraneo, esclusi gli annegamenti legati alla questione migratoria, non sia poi così pericoloso; è per questo che è meglio fare chiarezza.

Il Mar Mediterraneo, dal latino "in mezzo alle terre", è situato tra Europa, Nordafrica e Asia occidentale. È un mare dipendente dall'Oceano Atlantico, a cui è connesso tramite lo stretto di Gibilterra; il Canale di Suez, artificiale, lo collega invece al Mar Rosso e quindi all'Oceano Indiano.


Partiamo con qualche dato sul nostro mare, o "Mare Nostrum", come lo chiamavano gli antichi Romani:

  • la salinità media si aggira dal 36,2 al 39‰, più alta rispetto a quella degli oceani;

  • la profondità media si aggira sui 1500 m, quella massima di 5270 m;

  • la lunghezza delle coste che totalmente bagna è di circa 46.000 km;

  • la superficie totale ammonta a circa 2,5 milioni di km2;

  • le temperature dell'acqua hanno estremi compresi fra gli 11 e i 32 °C. In genere si oscilla fra i 12~18 °C nei mesi invernali fino ai 23~30 °C nei mesi estivi, a seconda delle zone;

  • le maree hanno ampiezza media molto limitata, circa 50 cm, anche a causa dello scarso collegamento con l'oceano.


Per quanto riguarda la topografia del fondale viene diviso in due parti principali:

  • il Mediterraneo occidentale, delimitato dal canale di Sicilia e caratterizzato da ampie piane abissali;

  • il Mediterraneo orientale, molto più accidentato e dominato dal sistema della dorsale Mediterranea.

Se qualche surfista svaluta questo grande bacino chiamandolo "lago", è bene specificare che dal punto di vista geologico il Mar Mediterraneo, che per dimensioni è un mare, è in realtà un oceano perché si sta formando a una velocità che non ha paragoni con nessuno degli altri oceani del mondo.

Il Mediterraneo comprende tanti mari più piccoli. Ad esempio, quelli che bagnano le coste dell’Italia sono il Mar di Sicilia, il Mare di Sardegna, il Mar Tirreno, il Mar Ionio e il Mare Adriatico.


Quanto è stata l'altezza massima raggiunta da un'onda in Italia? La risposta è 16,8 metri ed è stata registrata il 22 Ottobre 2014 a largo di Alghero, in Sardegna, durante la mareggiata dell'Uragano Gonzalo. Le altezze delle onde anche nel Mediterraneo possono essere davvero notevoli: singole onde possono arrivare anche a picchi di 20 metri.

Tuttavia il mare non raggiunge questi livelli improvvisamente, ma progressivamente, durante molte ore. Nel Mediterraneo in genere il fenomeno si svolge nell'arco di un giorno o più, lasciando quindi il tempo di prendere le opportune precauzioni; questo non significa però che il rischio non sia forte!


La differenza sostanziale rispetto all'oceano sta nel fetch, l'area di superficie marina su cui spira il vento. Questo ovviamente è ridotto in un mare "chiuso" come il Mediterraneo, motivo per cui le onde non riescono a diventare lunghe ed uniformi.

Le onde causate dal vento si susseguono molto rapidamente, e mediamente nel Mediterraneo è di soltanto 10 secondi il periodo, ossia l'intervallo di tempo tra un'onda e l'altra (ovviamente c'è una grande differenza tra i periodi per piccole mareggiate prodotte da venti locali e mareggiate più grandi).


Per le stesse cause, inoltre, nel Mediterraneo i venti cambiano direzione molto più celermente che negli oceani, e sono anche meno prevedibili. Se una swell oceanica dura una settimana, sulle coste Mediterranee generalmente le onde si concentrano in una mareggiata che scade in pochi giorni. Per alcuni venti della nota Rosa è noto il detto "nasce, pasce e more", perché la loro azione si focalizza in genere su tre giornate.


Le onde possono essere sicuramente meno alte rispetto a quelle oceaniche, tuttavia sono anche meno "pulite", nel senso che non hanno il tempo di assumere una forma fluida e soprattutto sono intervallate da pause molto brevi; questo soprattutto sui beach break.


Tutto ciò crea delle grandi difficoltà nelle azioni di soccorso. Infatti, per concludere, è possibile serenamente affermare che fare assistenza con la moto d'acqua ai surfisti a Nazaré (Portogallo, Oceano Atlantico) è complesso, ma lo è anche farlo a Capo Mannu (Sardegna)!

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